Tempio Malatestiano

Fu Sigismondo Pandolfo Malatesta che ordinò i lavori per la trasformazione dell’antica chiesa romanico – gotica di S. Francesco in un monumento e i lavori iniziarono ne 1450.
La parte esterna è opera di Leon Battista Alberti e presenta una facciata ispirata all’arco trionfale romano.
Tutta la costruzione è adagiata su un alto basamento in pietra d’Istria è incorniciato da cordoni tratti dalla base dell’Arco d’Augusto e decorato con uno fregio a basso rilievo formato da ghirlande legate con il fiore di Isotta.
Queste ghirlande contengono quattro tipi di scudi malatestiani: l’elefante, la “I” e la “S” intrecciate, la doppia fascia a scacchi e il fiore di Isotta.
Ai fianchi sono presenti sette arcate divise da pilastri: in quelle a destra ci sono i sarcofagi di personaggi della corte malatestiana, invece in quelle a sinistra sono vuote.
Il rinnovamento che è stato fatto all’interno è stato effettuato da Matteo de’ Pasti ed è in contrasto con lo stile architettonico dell’esterno.
L’interno del Tempio è costituito da arcate a sesto acuto presenta delle decorazioni vivaci ed è composto da sei cappelle laterali che sono chiuse con transenne di marmo.
Una di queste molto importante è la “Cappella dei Pianeti” chiamata così per le raffigurazioni dei pianeti e dei segni zodiacali.
C’è anche “La Cappella degli antenati” che contiene l’opera di grande valore artistico di Agostino di Duccio: “L’Arca degli antenati e dei discendenti” dove Sigismondo desiderava che fossero riunite le spoglie dei suoi antenati e dei posteri discendenti dalla casata.
Altre raffigurazioni si possono ammirare nelle “Cappella di S.Michele” conosciuta come quella degli angeli musicanti .
In questa struttura è possibile ammirare il crocifisso di Giotto; un affresco che raffigura Sigismondo in ginocchio ai piedi di San Sigismondo.
Nel 1460 quando Sigismondo non ebbe le possibilità economiche dovette interrompere la costruzione del Tempio; così la struttura rimase senza copertura che invece nel progetto di Alberti era a forma di cupola.
È curioso il nome con cui è conosciuto, tempio: per la classicità dell’architettura, malatestiano: perché su tutto domina sovrano Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini.
Di fronte al Tempio è stato collocato il sarcofago del patrono della città, “L’Arca di San Gaudenzo”.
Vicino la Cattedrale è possibile visitare il museo “TESORI DELLA CATTREDALE” dove sono esposti paramenti sacri, apparati liturgici, calici, dipinti codici miniati, ecc.
Il 29 Settembre 2002 la Cattedrale è stata assurta a Basilica minore.

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